Chiesa Santa Maria de Vetere

Tra le numerose testimonianze archeologiche presenti nel nostro territorio, va annoverato il sito archeologico di Santa Maria del Mare, con i resti della Chiesa di Santa Maria de Vetere (Squillace), ubicata al centro della piattaforma inferiore dell’area archeologica del Castrum bizantino detto Scillacium. Il sito fu studiato da Pierre Courcelle fin dagli anni Trenta del Novecento e, successivamente, da François Bougard e Gérard Noyé dell’École française de Rome.
Il valore di questo edificio sacro, che a prima vista non presenta particolari richiami stilistici e appare anzi piuttosto degradato e modificato rispetto alle sue linee originarie, risiede soprattutto nel suo essere testimonianza delle vicende religiose e politiche che qui si sono svolte.
L’edificio, così come oggi si presenta, è attribuibile al XIII secolo. Tuttavia, esso costituisce il rifacimento di una costruzione più piccola, eretta nel VI secolo da monaci greci; di tale edificio originario sono probabilmente ancora visibili alcuni elementi murati nelle pareti esterne.
Negli anni che precedettero la Seconda guerra mondiale, la chiesa subì ulteriori modifiche, tra cui la destinazione di una parte a casa colonica.
Dagli anni Novanta è noto inoltre l’impegno profuso nell’area, oltre che dall’École française de Rome, anche dalla compianta storica dell’arte Emilia Zinzi.
La chiesa sorge a 150 metri sul livello del mare ed è orientata in senso ovest-est, con un’abside semicilindrica rivolta verso oriente.
Il piccolo edificio sacro presenta un impianto rettangolare e misura 20 x 8 metri; alle estremità si distinguono due contrafforti in pietra di chiara matrice medievale.
L’ingresso, posto sul lato ovest, introduce in un’unica navata. Sulla sommità della parete meridionale si notano tre finestre: due con archivolto a sesto acuto e una con architrave in pietra.
La facciata si presenta oggi nel rifacimento tardo settecentesco, mentre l’esterno risale, con poche modifiche, alla ricostruzione successiva alla conquista normanna.
La struttura è realizzata in opus incertum, composto da elementi lapidei e laterizi legati da malta.
Si tratta di materiali tardoantichi di spoglio, reimpiegati in età medievale, che richiamano le modalità costruttive della Basilica di Santa Maria della Roccella.
All’interno, la chiesa conserva tracce di decorazioni raffiguranti santi bizantini, oggi ricoperte da uno spesso strato di intonaco.
Dal 1952 il sito è sottoposto a vincolo monumentale ed è quindi soggetto alle relative restrizioni di tutela.
Attualmente, tuttavia, versa in uno stato di conservazione precario, sia a causa dell’incuria amministrativa sia per interventi impropri da parte dei proprietari, che vi hanno addossato garage e altre strutture. Inoltre, la chiesa si trova al centro di un’ampia lottizzazione, quella del Villaggio Santa Maria, che a metà degli anni Settanta ha profondamente sconvolto l’area sulla quale sorgeva la necropoli principale della città bizantina.